| AVVENIMENTI: 60° ANNIVERSARIO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA (1948 - 2008) |
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Il I° gennaio 1948 entra in vigore la Costituzione Italiana, la legge fondamentale della Repubblica Italiana. Essa fu approvata il 22 dicembre 1947 dall’Assemblea Costituente, eletta contemporaneamente al referendum sulla forma istituzionale dello Stato (“Monarchia” o “Repubblica”) del 2 giugno 1946. Aderendo all’auspicio del Presidente della Repubblica ed alle direttive del Ministero dell’Interno, la Prefettura di Salerno, sede del Comitato per la Valorizzazione della cultura della Repubblica nel contesto dell’unità europea, ha dato l’avvio agli incontri finalizzati a definire un programma di iniziative in provincia, capaci di diffondere il significato della ricorrenza all’interno delle comunità locali. |
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maggio 2006 I.4 I simboli della Repubblica e gli anniversari Emblema della Repubblica All’indomani del Referendum istituzionale del 2 giugno 1946, con la fine della Monarchia e la proclamazione della Repubblica si rese necessario sostituire il vecchio stemma e i sigilli della Pubblica Amministrazione, con un emblema del tutto nuovo che fosse il simbolo del nuovo Stato. Il decreto legislativo del Presidente del Consiglio dei Ministri, n. 1 del 19 giugno, all’art. 7 dispose la nomina di una Commissione « incaricata di studiare il nuovo emblema dello Stato» ed affidò all’Assemblea Costituente il compito di approvarlo. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, A. De Gasperi, con decreto del 27 ottobre, istituì una Commissione presieduta da Ivanoe Bonomi, con il compito di « studiare l’emblema della Repubblica ». Nella prima seduta la Commissione decise di bandire un concorso a premi rivolto agli artisti italiani, mettendo in palio un premio di 10.000 lire per i primi 5 classificati, i quali avrebbero dovuto successivamente presentare dei nuovi disegni, tra i quali operare la scelta definitiva. Nel bando di concorso furono date le linee guida per la realizzazione del disegno: si raccomandava di «escludere i simboli riferentesi a singoli partiti politici, dovendo la concezione dell’emblema ispirarsi all’unità e alla concordia della Patria», prevedendo invece l’inserimento della stella d’Italia. Gli artisti nella realizzazione dell’elaborato dovevano poi trarre ispirazioni «dal senso della terra e dei comuni» rifacendosi alle attività tipiche del popolo italiano. A questo primo concorso, bandito il 5 novembre, parteciparono ben 341 concorrenti, con 637 disegni in bianco e nero. La Commissione selezionò inizialmente 25 autori e dopo un accurato esame, ne scelse 5, invitandoli a preparare nuovi bozzetti secondo criteri ben precisi. L’elemento principale del disegno doveva essere un edificio, rappresentato sotto forma di una cinta turrita, a simboleggiare le capacità costruttive e la civiltà italiana con la sua grande tradizione storica; in alto doveva essere situata la stella raggiante a cinque punte, mentre in basso non doveva mancare la rappresentazione del mare in omaggio alla posizione naturale della penisola italiana come simbolo delle gloriose tradizioni marinare del nostro popolo; il tutto doveva essere, infine, circondato da una ghirlanda formata da fronde della tipica vegetazione italiana e doveva riportare le due parole che avevano caratterizzato il Risorgimento « UNITA’ E LIBERTA’». Tra i disegni presentati, la Commissione scelse quello di Paolo Paschetto, un artista di origine valdese, nato a Pellice in provincia di Torino, invitandolo a realizzare il bozzetto definitivo, apportando, però, delle modifiche. Il 12 febbraio 1947 la Commissione stabilì anche minuziosamente i colori da adottare per la realizzazione dell’emblema che dovevano essere: nero il contorno, verde oliva le ghirlande, oro la stella raggiante, rosso mattone caldo la cinta turrita, verde bluastro il mare e rosso mattone la scritta Unità e Libertà. Il lungo e laborioso percorso per la realizzazione dell’emblema sembrava ormai giunto a termine, invece il traguardo era ancora lontano. L’emblema prescelto, esposto con i bozzetti degli altri finalisti in una mostra organizzata presso l’Associazione artistica italiana in via Margutta a Roma, non convinse né la stampa né la Presidenza del Consiglio, per cui la Costituente nominò una nuova Commissione, questa volta presieduta dall’on. Conti, che il 21 gennaio 1948 bandì un secondo concorso. La Commissione selezionò 12 disegni, tra i 196 presentati da 96 artisti, e tra questi alla fine scelse un elaborato di Paolo Paschetto, lo stesso artista che era stato scelto dalla Commissione Bonomi. Il 31 gennaio 1948 il disegno venne finalmente approvato dall’Assemblea Costituente e il 5 maggio il presidente della Repubblica De Nicola, approvò definitivamente il nuovo emblema dello Stato «composto di una stella a cinque raggi di bianco, bordata di rosso, accollata agli assi di una ruota di acciaio dentata, tra due rami di olivo e di quercia, legati da un nastro di rosso, con la scritta di bianco in carattere capitale “Repubblica Italiana”». La stella è sempre stato uno degli elementi iconografici associati alla personificazione dell’Italia, già presente nello stemma del Regno unitario; la ruota dentata simboleggia l’attività lavorativa del popolo italiano che è alla base del nuovo Stato repubblicano; infine l’ulivo e la quercia che s’intrecciano nella ghirlanda, oltre ad essere due piante tipiche della nostra penisola, simboleggiano anche il primo la pace e la fratellanza sia all’interno del paese che nei rapporti con gli altri popoli, ed il secondo la forza e la dignità del popolo italiano. |